Una rapa speciale nell’orto: Il daikon

di Dealma Franceschetti, blogger de La Via Macrobiotica

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Il daikon (Raphanus sativus longipinnatus) appartiene alla famiglia delle Crucifere ed è una radice bianca allungata, dal sapore simile al ravanello. Questa rapa particolare è conosciuta soprattutto in Asia e in Giappone, dove viene utilizzata da almeno due mila anni. Da noi viene chiamata ramolaccio, ravanello gigante, candela di ghiaccio o rafano bianco.

Il daikon è un ortaggio prezioso, che dovrebbe comparire spesso nei nostri piatti, perchè stimola il corpo ad eliminare grassi e accumuli, soprattutto quelli di origine animale.

Ma le sue qualità non finiscono qui. Rinforza l’intestino crasso, scioglie i depositi di muco, abbassa il colesterolo, è leggermente diuretico e drenante, ricco di sali minerali e di vitamina C.

Fresco è leggermente piccante, ma cotto è piuttosto dolce.

Si può utilizzare fresco nelle insalate, in minestre e zuppe, fermentarlo per fare i famosi Insalatini, ma anche in padella con altre verdure. E’ particolarmente adatto per accompagnare i fritti perchè facilita la digestione dei grassi.

Ormai si può trovare facilmente anche nei supermercati, ma viene venduto senza le sue bellissime foglie, che appassirebbero in fretta.

Coltivandolo in casa si ha il vantaggio di poter utilizzare anche le foglie, ottime nelle minestre o nelle zuppe, oppure tagliate sottili nelle insalate e particolarmente apprezzate dal nostro fegato.

Come coltivarlo

Il daikon è una radice morbida, quindi ha bisogno di un terreno leggero. Se trova un terreno duro o sassoso, tende a sviluppare soprattutto la parte aerea a discapito della radice, che rimarrà molto piccola. Si può seminare direttamente nell’orto in file o a spaglio, a fine estate per raccogliere le sue radici lungo tutto l’inverno oppure in primavera per un raccolto estivo, ma soffre il caldo eccessivo, quindi è meglio coltivarlo in collina se si semina in primavera. La raccolta potrà iniziare dopo circa due mesi dalla semina. L’irrigazione deve essere abbondante altrimenti la radice tende a diventare fibrosa.  Una volta raccolto si conserva bene al fresco, tenendolo un po’ umido, ad esempio in un sacchetto di carta oppure di plastica, lasciando uno spiraglio. Come per tutte le radici, un po’ di umidità le mantiene sode. Le sementi di daikon si possono acquistare facilmente al mercato, nei vivai bio oppure online.

Daikon marinato

½ daikon

3 cucchiai di acidulato di umeboshi

Sbucciare il daikon con un pelapatate oppure lavarlo bene sotto l’acqua con una spazzolina.

Tagliarlo a julienne e trasferirlo in un piatto fondo o una ciotola larga. Aggiungere l’acidulato di umeboshi e acqua sufficiente a coprire. Mescolare e lasciare a macerare per 2 ore. Al posto dell’acidulato di umeboshi si possono utilizzare 2 cucchiai di succo di limone e una presa di sale marino integrale. Servire il daikon marinato come contorno, come aggiunta speciale ad un’insalata, oppure in accompagnamento dei fritti, per favorirne la digestione.

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