Economica consapevole in 5 passi… il terzo passo

di Daniela Lorizzo, 

Banking Trainer e Consulente di Economia Consapevole

heart-money

Primo passo:

se il mondo che ci circonda non piace e vogliamo cambiarlo, dobbiamo partire da noi stessi, essere pronti al cambiamento.

Secondo passo:

se ho realizzato che per cambiare l’esterno devo partire dall’interno, da me stesso, quanta fiducia ho in me?

Come sto creando la mia realtà?

Ci sono persone che emanano fiducia e prosperità ed altre che non la emanano, e questo molto spesso è slegato dal loro conto in banca.

E’ allora da cosa dipende?

Quasi sempre la differenza è radicata nei pensieri e nelle azioni, le prime applicano formule utili e le seconde inutili.

Terzo passo: quali sono le mie domande rispetto al denaro?

Che cos’è il denaro?

Domanda che pochi si fanno perché viene data per scontata.

E’ un mezzo o un fine?

A meno che non si abbia una grave patologia che ci fa amare fare il bagno in una vasca piena di banconote, a questa domanda risponderemmo che è un mezzo, uno strumento che agevola alcune attività della nostra vita sociale.

A cosa serve?

A scambiarci beni e servizi in modo più efficace e come misura del valore (funzione di commercio).

Ma c’è anche un’altra funzione…

Cosa si fa con il denaro che non si spende?

Lo si conserva, almeno ci si prova.

Quindi un’altra funzione del denaro è quella di mantenere nel tempo il suo valore per poterlo utilizzare in futuro (funzione di risparmio).

Ma siamo certi che oggi queste funzioni siano ancora vere?

E che differenza c’è tra moneta e denaro?

Il tema del denaro ci riporta al baratto, allo scambio, al valore che la comunità attribuisce ad un determinato oggetto.

Nasce quindi come mezzo.

Per secoli, millenni, occuparsi di denaro era considerato disdicevole.

Quella dei mercanti, coloro che quindi usavano il denaro a fini di lucro, è stata una categoria considerata per secoli di bassa estrazione e valore.

Il tema della felicità non era strettamente legato al denaro, esistevano altri valori oltre al denaro.

Ma nel corso di pochi decenni è cambiato molto, il denaro sembra essere diventato l’unico valore veramente condiviso.

Oggi quasi tutto dipende dal denaro ed essendo il denaro un concetto, e come tale fluido, si inserisce in ogni piega della nostra esistenza.

E tanto più si smaterializza e diventa invisibile tanto più incombe, determina gli stili di vita e diventa il fine primario.

Da mezzo si è trasformato in fine!

Come dice Massimo Fini: “da servo si è trasformato in padrone, crediamo di maneggiarlo ma in realtà ci manipola, crediamo di usarlo ma ci usa, crediamo di muoverlo e invece ci muove.

Con un ossimoro potremmo dire che è una astrazione reale.

Ed è forse questa doppia natura che lo rende ambivalente, ambiguo, sfuggente ed indefinibile.

Agisce senza essere una cosa fisica, e senza essere neppure legato alla materia se non come simbolo”.

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