Sole buono, sole cattivo

a cura del Dottor Mario Frusi

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Cuneo

E’ stata posta una domanda: Quanto, come ci si può esporre al Sole?

La prima risposta dovrebbe essere: non ci si può ma ci si deve esporre al Sole! La pelle ne capta le onde elettromagnetiche necessarie per attivare la vitamina D, che svolge infinite funzioni di benessere: da sempre la più nota fra queste è lo stimolo alla calcificazione ossea, ma recenti ricerche dimostrerebbero che la vitamina D è antiasmatica, antidepressiva sul giovane e sull’anziano, preventiva e addirittura curativa di diabete (non insulino-dipendente), protettiva della pelle, preventiva dei dolori mestruali, protettiva dalla sclerosi multipla in gravidanza e molto altro.

Certo, l’esposizione eccessiva è fonte di pericolo e le raccomandazioni per mitigarne gli effetti potenzialmente “tossici” vanno seguite: mai esporsi durante le ore di maggiore irraggiamento, utilizzare creme protettive e abbigliamento schermante.

C’è però un altro aspetto molto importante, che ben si attaglia allo spirito animatore di questa rivista. Escludendo il comunque pericoloso colpo di sole (o colpo di calore, che gli è quasi sinonimo) gli effetti disturbanti, potenzialmente anche molto gravi, dell’irraggiamento solare eccessivo comprendono invecchiamento precoce della pelle, lesioni da ustione, cancro… e sono da attribuire alla reazione delle cellule cutanee che, sentendosi offese dalle radiazioni troppo intense o prolungate, producono una mole di sostanze chimiche ossidate, le quali sono le dirette responsabili del danno finale. Di conseguenza, una dieta ad alto tenore di antiossidanti svolge di per se stessa un ruolo altamente protettivo.

Con poche eccezioni (qualche vitamina liposolubile e idrosolubile, qualche acido grasso…) gli alimenti di origine animale NON contengono antiossidanti anzi contribuiscono ad aumentare lo stress ossidativo dell’organismo. Al contrario, ormai è risaputo che gli antiossidanti sono contenuti negli alimenti vegetali soprattutto freschi. Non soltanto: il benessere da Sole è favorito anche da quella che potremmo chiamare “acqua di ottima qualità” che nei vegetali è contenuta in abbondanza e che contribuisce alla giusta idratazione-elasticità della pelle.

Pertanto un’esposizione al Sole dopo aver consumato una bistecca, della birra e un dolciume si rivela micidiale; al contrario abbondare in frutta e verdura di stagione, che continuano a confermarsi comunque “salvavita universali”, garantisce una migliore abbronzatura senza danni.

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