Torna anche quest’anno il Treno Verde

di Edoardo Nattino

Il convoglio realizzato da Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane farà tappa in numerose città – dal 22 febbraio al 31 marzo – per informare e suggerire cambiamenti finalizzati a costruire un mondo più vivibile e sano.
Come ogni anno il treno sarà visitato da migliaia di persone, in particolare studenti e docenti. Inoltre a bordo del Treno Verde saranno presenti anche amministratori locali e giornalisti interessati dai contenuti della mostra allestita nelle carrozze espositive e dal programma di laboratori, conferenze e proiezioni dedicati ai temi legati all’energia, all’inquinamento e allo sviluppo sostenibile.

L’edizione 2017 del Treno Verde ci propone “l’economia circolare” proprio per approfondire il tema sugli stili di vita sostenibili, così come sta facendo anche la nostra rivista. Un cambiamento notevole rispetto all’attuale sistema economico che può interessare molti aspetti della nostra vita quotidiana. Ad esempio l’economia circolare non prevede sprechi tipo “usa-e-getta”; l’uso delle risorse ed i rifiuti sono minimizzati considerando che le risorse naturali non sono inesauribili. Per garantire una crescita sostenibile dobbiamo usare le risorse a nostra disposizione in un modo più intelligente, come spiegato nella mostra interattiva dedicata anche ai bambini. I “Campioni dell’economia circolare”, rappresentanti delle realtà italiane che già hanno investito nel nuovo modello economico, racconteranno le loro esperienze illustrando tutti i vantaggi economici, sociali e ambientali delle loro scelte.

Nel corso del suo viaggio, come per il passato, il Treno Verde provvederà al “monitoraggio dell’inquinamento atmosferico ed acustico” delle città in cui farà tappa. L’inquinamento preoccupa i cittadini e gli amministratori, specialmente nella pianura Padana. Pertanto occorre informarsi sulla qualità dell’ambiente, sui gravi rischi per la salute umana e sui vari provvedimenti adottabili. Il programma prevede anche la valutazione dell’inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi.

In Piemonte il Treno Verde 2017 farà tappa – nei giorni 26-27-28 marzo – presso la stazione di Asti, dove si potrà arrivare con i treni da Torino, Cuneo, Alessandria e Genova, magari portandosi la propria bici al seguito” onde esplorare anche il territorio astigiano, celebre per le sue colline ed i suoi vigneti.

Vivere sostenibile Basso Piemonte”, mediapartner del Treno Verde, seguirà la tappa di Asti, pertanto i lettori troveranno il resoconto dettagliato e le foto del Treno Verde 2017.

trenoverde.it

@viveresostenibilebassopiemonte

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Il Treno Verde 2017 di Legambiente Tappa di Asti!


a cura della Redazione

La campagna itinerante di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane dedicata quest’anno al modello di economia sostenibile e innovativa che fa bene al Paese, l’economia del futuro: l’economia circolare. Inoltre, durante ogni Tappa verrà effettuato, come di consueto monitoraggio dell’inquinamento acustico ed atmosferico delle città. Novità di quest’anno sarà quello dell’inquinamento indoor con l’analisi di alcuni inquinanti che determinano la buona o la cattiva qualità dell’aria in un ambiente chiuso, come a scuola, a casa, al lavoro. Ciò sarà possibile grazie alla collaborazione con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, Orion, e con il contributo scientifico della Sapienza, del CNR e dell’Università IUAV di Venezia.

Tra gli obiettivi del Treno Verde c’è infatti anche quello di sensibilizzare i cittadini sul problema dell’inquinamento in città, una vera e proprio piaga.

La tre giorni astigiana, a tutto treno verde, propone mostra a bordo, da non perdere e numerosi eventi, di cui potrete essere informati consultando FB @VIVERE SOSTENIBILE BASSO PIEMONTE, qualche giorno prima della Tappa.

La mostra a bordo organizzata su quattro carrozze sarà interamente dedicata al tema dell’economia circolare, insieme al percorso didattico per le scuole.

Nella prima carrozza sarà approfondito l’ argomento dell’economia circolare, presentandone le caratteristiche, evidenziandone i vantaggi e con la trattazione normativa. Sarà possibile sottoscrivere il Manifesto dell’ Economia Circolare.

Nella seconda carrozza saranno presentati gli esempi di aziende e di buone pratiche: i Capioni dell’ Economia Circolare”, che il Treno Verde porterà come eccellenze italiane a Bruxelles. Sarà allestito uno spazio laboratori ed i temi andranno dal riciclo, recupero e gestione dei rifiuti, ad energia, design, agricoltura, spreco alimentare e ricerca.

Nella terza carrozza sarà dedicata ad un esempio di riciclo. Verrà argomentato il caso studio di Ecopneus,

società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero dei Pneumatici Fuori Uso (PFU), costituita dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia.

L’ innovazione della società in questione verrà presentata con installazioni, monitor e percorso mostra interattivo.

La quarta carrozza, adibita a sala conferenze, ospiterà laboratori, aperitivi ed attività pomeridiane, ma sarà il luogo di sublimazione del Treno Verde: luogo del “cosa posso fare io”. Suggerimenti e consigli rivolti a consumatori ed utenti, per consumare meno e meglio e orientare i processi produttivi verso l’economia circolare. Sempre, in questo spazio, sarà inoltre possibile conoscere i servizi ed i valori aggiunti in termini ambientali, economici e sociali mediante le esperienze di sharing.

In buona sostanza, MOSTRA A BORDO assolutamente da non perdere!

La mostra a bordo sarà visitabile nei seguenti orari: Domenica 26 (ore 10-13), Lunedì 27 (ore 16-19) e Martedì 28 marzo (ore 16-19). Inoltre, le Scuole che provvederanno a prenotazione potranno vivere evento a loro dedicato nelle mattinate di lunedì e martedì.

Treno verde 2017 è CONTEST: Ci muoviamo per l’ambiente!

  1. Vinci un anno di viaggi nella tua regione!

  2. E’ un concorso riservato esclusivamente ai giovani dai 18 ai 30 anni.

Le stazioni e i treni sono luoghi dove molti di noi trascorrono molte ore della propria giornata, specie per gli spostamenti casa-lavoro. Sono luoghi nevralgici per la nostra mobilità e la nostra qualità della vita che meritano attenzione e decoro, anche attraverso una corretta gestione dei rifiuti e quindi con un’efficace raccolta differenziata.  Vi chiediamo di inviarci idee, spunti e progetti per migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti nelle stazioni e a bordo dei treni, attraverso una la sensibilizzazione degli utenti e soluzioni concrete per ottimizzare il servizio in ambito ferroviario.”

Per partecipare al concorso sarà necessario consegnare un elaborato, cartaceo o digitale a bordo del Treno Verde 2017 durante le tappe del viaggio (Catania, Paola, Potenza, Bari, Salerno, Pescara, Foligno, Bologna, Vicenza, Asti – 26, 27, 28 Marzo e Milano).

Carateristiche del Contest:

testo scritto (massimo 1800 battute), un progetto grafico (illustrazione, formato pdf in una singola pagina), una clip video (durata massima di 3 minuti) o un lavoro multimediale (durata massima di 3 minuti). Tutti i contenuti possono essere a scelta corredati massimo 10 infografiche e/o foto illustrative del vostro progetto.

Il nostro giornale si dedicherà alla comunicazione puntuale rispetto al programma, attività ed eventi, della Tappa di Asti in quanto Mediapartner dell’Evento.

Il Treno Verde per la Tappa di Asti, sarà Distributore Ufficiale di “Vivere Sostenibile Basso Piemonte”, quindi potrete ritirare la vostra copia, come sempre free-press, visitando la mostra e/o partecipando agli eventi.

Buona Tappa Treno Verde a Tutti!

trenoverde.it

trenoverde.it/contest

FB @trenoverde.legambiente

FB @viveresostenibilebassopiemonte

Ridiamo un senso all’esistenza, ripartiamo dalla fiducia

di Michele Tomai – Coop. Soc. “Materie Vive”

Titolo dell'opera "Kids on guns hills" Banksy, artista e writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art" 

Come conseguenza della visione che l’uomo ha della sua storia passata, che appare costellata da ingiustizie, guerre e soprusi e a causa delle negative condizioni sociali e/o politiche in cui molte persone si trovano oggi a vivere in varie parti del mondo, si è ancora di più radicata in noi la propensione ad avere una scarsa fiducia nel genere umano, delle sue capacità e delle sue potenzialità. Questo giudizio si estende ovviamente anche alla rappresentazione che gli adulti hanno dei bambini e del mondo dell’infanzia. L’immaginario collettivo sul mondo dell’infanzia è caratterizzato da accezioni di tipo negativo come quelle di considerare i bambini esseri inferiori, animali con il solo bisogno di nutrirsi, che non possano assumersi delle responsabilità, che non hanno competenze sociali, emozionali o decisionali, e che quindi, per tali motivi, debba essere l’adulto a dover costantemente decidere per loro. Questa visione negativa dell’infanzia, benché non intenzionale, ha come conseguenza quella di disorientare i bambini e danneggiarne l’armonico e spontaneo sviluppo del soggetto in divenire. L’adulto finisce così, nella relazione con loro, nel non avere forti valori fondanti sui quali impostare il rapporto, nel non comprenderli per quello che sono, nel non considerare i loro reali bisogni e desideri. E’ quindi su un errato costrutto meccanico-culturale che interagiamo con loro e pianifichiamo tutti gli interventi di tipo educativo. Se, attraverso un percorso di auto-riflessione, l’adulto prova a liberarsi da questo costrutto che fa vedere il mondo dell’infanzia sotto una luce negativa, scoprirà che i bambini, se messi nelle adeguate condizioni, arrivano a capire cosa sia giusto o sbagliato per loro, imparano ad assumersi delle responsabilità, dimostrano di avere la capacità di scelta sulle questioni che li riguardano direttamente, hanno una forte spinta alla collaborazione e un vitale istinto sociale. Tutte caratteristiche che vanno ad affievolirsi quando entrano in contatto con il mondo degli adulti adulto proprio a causa della scarsa stima e fiducia che gli stessi adulti hanno nei loro confronti. E così, più il processo di socializzazione avanza, più il bambino perde molte delle sue caratteristiche positive fino a quando, diventato adulto, non si ricordarà nemmeno di averle avute.

Detto questo, come mettere in atto un adeguato agire educativo, e come costruire delle relazioni che rispecchino una visione ottimistica e piena di speranza nei confronti della vita e che non distruggano il potenziale presente nei bambini?

La mia intensa esperienza mi ha insegnato che è fondamentale tenere conto dell’integrità dell’ individuo, ovvero della sua intoccabile, unica e inviolabile esistenza, sia a livello corporeo che a livello psicologico, in tutte le sue sfaccettature, anche le più particolari e non in linea con le aspettative o i desideri dell’adulto. E’ necessario che si crei una relazione orizzontale e sincera, dove ci sia accettazione dell’altro, della sua personalità, del suo essere, dove non siano presenti atteggiamenti di sopraffazione o di legittimazione del potere, dove l’unica metodologia messa in atto è quella del rispetto per l’altro e quindi anche per se stessi. Per costruire questa tipologia di relazione l’adulto deve essere prima di tutto sincero con se stesso, essere capace di vedere quali sono le ombre di tipo culturale che vanno ad offuscare l’agito relazionale. Finalmente, anche in Italia si sta cominciando a riflettere su queste tematiche e sono sempre più i soggetti coinvolti, come ad esempio coloro che fanno parte del mondo della scuola. Insieme all’ambiente familiare, la scuola è il luogo principale dove si creano relazioni educative durature nel tempo, dove si attua la socializzazione, dove il bambino impara ad essere l’adulto che poi diventerà. E’ nella scuola che deve insinuarsi una reale e totale fiducia nell’essere umano. Se i maestri, gli educatori non hanno fiducia nei loro allievi la relazione non sarà positiva ed il bambino per primo avrà sfiducia in se stesso, imparerà, così come gli insegnano, a non credere nelle sue possibilità. La fiducia data a scuola si proietterà anche in famiglia. Il fine ultimo del dare fiducia è quello di dare un senso all’intera esistenza, individuale e collettiva, dare valore all’umanità. Una scuola che lotta per una naturale espressività del bambino e del ragazzo e si orienta verso una pedagogia non direttiva, attraverso il dialogo, l’ascolto e la condivisione di esperienze, può riportare in auge il bisogno innato di libertà che è presente fin da quando l’uomo ha messo i piedi sulla Terra. Ma esistono allora delle regole precise o una ricetta pedagogica per una migliore strategia d’intervento? Sì, secondo D.H. Lawrence ne esistono ben tre: ” Lasciateli in pace. Lasciateli in pace. Lasciateli in pace.”

STILE DI VITA STAGIONALE: PERCHE’ E’ IMPORTANTE SEGUIRE IL RITMO DELLA NATURA

di Martina Valente – Laureanda in Biologia

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Basta guardarsi intorno per capire che la nostra società è stata sopraffatta dallo stress e dalla frenesia e che nessuno è più capace di fermarsi ad apprezzare l’immensità della natura che ci circonda.

Lo stress può diventare una patologia con complicazioni fisiche non indifferenti, perciò sempre più persone sono decise a ritrovare il loro equilibrio interiore riscoprendo la chiave della serenità.

Dato che si tratta di un fenomeno tipicamente umano e relativamente recente, la soluzione è da ricercarsi nelle abitudini degli uomini di una volta. Come mai i nostri nonni non vivevano una vita stressante come quella odierna? La risposta sta nello stile di vita che conducevano: uno stile di vita stagionale.

Il ritmo della vita sulla terra è modellato dai cambiamenti stagionali. Piante e animali hanno cicli fisiologici, comportamentali e demografici annuali. Noi esseri umani non costituiamo un’eccezione a questa regola, pertanto alterare la ciclicità naturale del tempo è dannoso per mente e corpo.

Quando non esistevano gli orologi erano i cicli della natura a scandire il tempo per l’uomo: l’alternarsi del giorno e della notte, delle stagioni e dei cicli lunari erano il mezzo attraverso il quale i contadini svolgevano i lavori nei campi. Oggi, invece, ci si alza al mattino e si va a dormire la sera senza badare al sole che sorge o tramonta, si lavora costantemente con orari che rimangono immutati d’estate e di inverno e il nostro organismo non ha modo di percepire la ciclicità delle stagioni e la naturalità del passare del tempo.

Sarebbe opportuno cercare di ristabilire una routine che rispetti il più possibile la stagionalità: andare a dormire più tardi in estate e più presto in inverno, svegliarsi al sorgere del sole, osservare il cambiamento di colore delle foglie dell’albero che abbiamo in giardino e cercare di ascoltare cosa dice il nostro corpo senza obbligarlo ad aderire ad uno stile di vita “innaturale”.

Le stagioni dovrebbero fare da sfondo anche alla scelta degli alimenti.

Nonostante i cibi che la terra ci offre siano differenti da stagione a stagione, la distribuzione mondiale di cibo li ha resi disponibili tutto l’anno, con scaffali dall’aspetto simile a dicembre e a luglio, portandoci ad avere una dieta del tutto distante dalla naturalità dei raccolti e a nutrirci di cibi artificiali e industriali. Rendere la nostra dieta stagionale è indubbiamente un grande beneficio per il nostro organismo che può così godere a pieno del nutrimento del cibo.

Se provassimo a seguire i ritmi della natura e a riconciliare la nostra vita con i cicli dell’universo, acquisiremmo un’armonia capace di fare invidia a qualsiasi orologio e raggiungeremmo un equilibrio con noi stessi e con il mondo tale da renderci realmente sereni.

Un mondo migliore è possibile….partiamo da quello che mettiamo nel piatto!

di Dealma Franceschetti – Blogger de “La Via Macrobiotica”

 

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Il politico e gastronomo francese Anthelme Brillat-Savarin, vissuto a cavallo tra il 700 e l’800, ha scritto “Il destino delle nazioni dipende da cosa e da come mangiano i loro cittadini”

Oggi, in occidente non siamo più abituati a collegare il cibo a stati emotivi e mentali o alla relazione con il destino del pianeta o addirittura la politica, ma l’effetto è davvero considerevole.

Del resto ormai sappiamo che il corpo e la mente sono connessi, quindi dovremmo recuperare questa consapevolezza che potrebbe aiutarci a vivere meglio, non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo e mentale e aiutarci a relazionarci in modo più sereno con il prossimo.

In generale un’alimentazione più attenta, che eviti il cibo spazzatura e privilegi cibi naturali e biologici, ha già un effetto positivo, ma c’è di più…

Il cibo può modificare in meglio o in peggio il nostro modo di vedere il mondo e di relazionarci con il prossimo. Può aiutarci ad aprire la mente, a sviluppare l’empatia e l’ascolto, oppure può chiuderci in noi stessi, creando rabbia, malumore, nervosismo, intolleranza.

Dal punto di vista della macrobiotica tutti i cibi che creano tensione e appesantiscono il fegato hanno un effetto negativo sulle emozioni, favorendo aggressività, nervosismo, intransigenza.

Quali sono questi cibi? Salumi, carne, uova, formaggi stagionati, prodotti da forno.

Sentimenti come la tristezza, la depressione o l’ansia, sono spesso legati all’uso eccessivo di zuccheri raffinati, farine raffinate, alcol.

Un’alimentazione che privilegia i cereali integrali sotto forma di chicco, i legumi e le verdure di stagione, favorisce un buon equilibrio mentale ed emotivo, favorendo la calma, la pazienza, l’ascolto, la tolleranza. Ma ci sono anche altri aspetti da considerare…

Cambiare alimentazione, in particolare alleggerendola del cibo animale, è utile per tutti, non solo per noi stessi, perché le nostre scelte alimentari incidono profondamente sul pianeta e su tutti i suoi abitanti, umani e animali. Produrre cibo animale ha un costo elevatissimo sia per il pianeta, sia per le persone che vivono nei paesi sottosviluppati o in via di sviluppo.

Produrre carne, uova, latticini consuma risorse preziose come acqua, petrolio, terra, cereali, legumi e inquina l’aria, l’acqua, il suolo.

Nel libro “Ecocidio” del 1992, Jeremy Rifkin scrive: «I giganti dell’agrobusiness si accaparrano le terre migliori del Terzo Mondo per produrvi derrate di lusso destinate all’esportazione, anziché coltivarvi derrate alimentari a uso locale. […] Attualmente, il nostro pianeta è popolato da ben oltre un miliardo di bovini. Quest’immensa mandria occupa, direttamente o indirettamente, il ventiquattro per cento della superficie terrestre e consuma una quantità di cereali sufficiente a sfamare centinaia di milioni di persone. […] Negli ultimi dieci anni la popolazione bovina mondiale è aumentata del cinque per cento».

Un’alimentazione più consapevole aiuta le persone a riflettere, ad accorgersi del collegamento tra il cibo e il resto del mondo, ma anche tra il cibo e il nostro modo di pensare e di relazionarci.

Invito tutti a sperimentare personalmente. Cucinare per credere!

 

Rimedi omeopatici sotto la lente: Arnica Montana e suo utilizzo in medicina veterinaria

a cura della Dott.ssa Gloria Deambrogio

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CASALE MONFERRATO

Il rimedio omeopatico ‘Arnica’ si ottiene attraverso diluizioni e dinamizzazioni della tintura madre della pianta omonima, ovvero l’Arnica montana, un’erba appartenente alla famiglia delle Asteraceae tipica delle zone montane, velenosa se ingerita tal quale, ma fin dall’’antichità impiegata in fitoterapia ed utilizzata per ottenere un noto tabacco.

In questa sede parlerò esclusivamente del rimedio omeopatico e non di quello fitoterapico, che presenta indicazioni e controindicazioni leggermente differenti.

Dal punto di vista omeopatico l’Arnica è per eccellenza ‘il rimedio dei traumi’, con azione particolarmente spiccata sui dolori muscolari, che la rende adatta in tutti quei casi, traumatici e non, in cui si prova la sensazione di ‘ammaccatura’: ecchimosi, ematomi, contusioni, dolori reumatici o febbrili, contratture muscolari, traumi,…

Come rimedio costituzionale Arnica è infatti adatta ad animali soggetti ad ecchimosi e dolori muscolari, che non vogliono essere toccati, soprattutto nella sede del dolore.

Somministrata attraverso la via più adatta al caso ed al paziente (per bocca in granuli, localmente sottoforma di crema, per via parenterale, mesoterapica, spot on,…) Arnica favorisce il riassorbimento degli ematomi e ne previene un’eventuale evoluzione in ascesso, se somministrata prima di un intervento limita il sanguinamento intraoperatorio, nei giorni successivi ad una chirurgia lenisce il dolore e favorisce la guarigione dei tessuti, inoltre rappresenta un’ottima terapia antiinfiammatoria ed antireumatica, eccellente anche in animali anziani ai quali si vogliono risparmiare gli effetti collaterali degli antiinfiammatori di sintesi.

L’azione più eclatante e famosa di Arnica è però sui traumi, sia acuti che sulle loro sequele croniche. In questi casi può essere somministrata da sola oppure associata ad altri rimedi sintomatici, quali Symphitum, che favorisce il consolidamento delle fratture ossee, Hypericum, in caso di traumi ai nervi, Ruta, che agisce su tendini e legamenti, o altri eventuali rimedi scelti per le proprietà immunostimolanti, cicatrizzanti, antiemorragiche, antiinfettive,…

Anche in caso di traumi psichici, recenti o passati, Arnica Montana è un ottimo rimedio, paragonabile al noto fiore di Bach Star of Bethlehem: non esistono solamente i traumi o le ammaccature del fisico, ma anche quelle dell’anima e l’omeopatia, medicina dell’intero, si occupa di entrambi gli aspetti.

Ricomincia la caccia anche quest’anno

a cura di LAV Alessandria

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ALESSANDRIA

Gli animali selvatici vivono il loro ambiente senza chiedere nulla a noi umani, come fanno da milioni di anni a questa parte. Eppure noi li massacriamo.

Durante il periodo della caccia (terza domenica di settembre-31 gennaio) centinaia di milioni di animali selvatici, appartenenti a 59 diverse specie sono legalmente uccisi da un esercito di circa 650.000 cacciatori. Un esercito che può violare le proprietà private senza essere perseguito. Un esercito sempre più anziano e che si riduce di anno in anno. Ma i fucili dei cacciatori ammazzano anche al di fuori dei calendari venatori. I piani di controllo, la caccia in deroga, la caccia di selezione, i piani di eradicazione, sono tutte attività che si sommano alla caccia e causano ulteriori milioni di vittime, ancora sangue innocente versato inutilmente.

La caccia in Italia è praticata in virtù di un articolo del codice civile, l’842, senza il quale nessun cacciatore potrebbe andarsene impunemente in giro per le campagne.

Se un qualsiasi cittadino entra in un campo, può essere legittimamente allontanato o denunciato dal proprietario. Ma non se quel cittadino ha in tasca la licenza di caccia. Grazie all’articolo 842 del codice civile, i cacciatori hanno libero accesso alle proprietà private, quindi i proprietari – piaccia o meno – non possono permettersi di allontanarli. L’articolo 842 fu approvato negli anni ’30 del secolo scorso, in pieno periodo pre-bellico, quando la dittatura fascista aveva un gran bisogno di quante più persone possibile avvezze all’uso delle armi.

Solo nella stagione di caccia 2015-2016 si sono verificati 16 morti e 67 feriti, di cui 15 feriti non cacciatori (3 minori), per armi da caccia in ambito venatorio (FONTE: Associazione Vittime della Caccia).

Non è possibile avere neppure una stima minimamente affidabile che riporti il numero di animali ammazzati dai cacciatori ogni anno. Questo perché i dati sono dichiarati dagli stessi cacciatori che devono segnare il numero di animali uccisi sul “tesserino venatorio” rilasciato dalle province. Ogni animale ucciso deve essere detratto dal “carniere annuale”, cioè dal numero massimo di animali che ogni cacciatore può legittimamente uccidere. E’ chiaro quindi che nessun cacciatore ha il benché minimo interesse a segnare tutti gli animali che uccide, secondo l’equazione: meno ne segna, più ne può ammazzare.

Utilizzando i calendari venatori di quattro regioni, Lombardia, Veneto, Toscana e Sicilia, abbiamo però calcolato quanti animali possono essere legittimamente uccisi: 163.762.034! Per sole quattro regioni.

Per info: 

LAV Lega Anti Vivisezione, 

Provincia di Alessandria http://www.lav.it/sedi/alessandria; tel. 3204795564

RACCOGLIERE… un segno di rispetto

di Catherine Ratajczak Guidi

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Avrete già intuito di cosa desidero parlare questa volta…

Come spesso succede il mondo si suddivide in 2 categorie: nel nostro caso chi possiede un cane e chi non lo possiede. E’ chiaro che ogni proprietario di cane ha il diritto di portare fuori il proprio animale per tanti motivi, uno dei quali è fargli fare i bisogni. A seconda di dove abita lo porterà in città (parco, giardinetto, strada) oppure in campagna. E’ altrettanto chiaro che chi non possiede un cane ha il diritto di trovare i luoghi pubblici sopraelencati puliti e liberi dagli escrementi. Non è certo piacevole camminare sopra un “ricordino” non raccolto!

Questo genere di incidente non contribuisce di certo a fare accettare i nostri animali perché la persona in questione tenderà immancabilmente a fare di tutta l’erba un fascio e a generalizzare la situazione: i proprietari sono tutti uguali e non raccolgono gli escrementi del loro cane. Magari avete capito che il vostro cane sta per liberarsi, da cittadino educato vi apprestate a fare il vostro dovere e vi ritrovate davanti una persona esaspera che fa commenti acidi sulla situazione… E’ capitato a me ma sarà capitato anche a tanti di voi. I motivi di tensione nella vita quotidiana sono davvero tanti e basterebbe davvero poco per

evitarne alcuni se ognuno di noi facesse la sua parte. Quindi raccogliamo sempre e prontamente. Invitiamo gli altri a fare altrettanto quando vediamo che non lo fanno, in modo garbato naturalmente, proponendo loro un sacchetto ad esempio.

Aree verdi e sgambamenti non devono essere considerati dei “bagni canini”. Al contrario dovrebbero essere tenuti particolarmente puliti visto il numero di cani che li frequenta. Se ci pensate non a caso si sconsiglia la frequentazione degli sgambamenti ai cuccioli che non hanno finito il ciclo delle prime vaccinazioni. Infatti le feci lasciate in giro possono trasmettere, ad altri cani ma a volte anche a noi umani, parassiti e malattie infettive. Insomma oltre che di decoro cittadino stiamo parlando anche di igiene pubblica.

Se vogliamo davvero fare accettare la presenza dei nostri amici a 4zampe occorre promuovere correttezza, educazione e rispetto dell’altro. Cominciamo quindi con un gesto semplice ma molto, molto significativo per tutti!

Un green job

a cura della Redazione

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La vita è fatta di incontri ed in questo caso è tutto al “Vivere Sostenibile”: Adriana e Milena, storie ed attività diverse. Ad unirli è stata la stessa passione: il rispetto per la natura, la cura dell’ambiente, la tutela degli animali, insomma l’instancabile lavoro di un mondo migliore.

Adriana, esperta ed entusiasta collaboratrice, ha così coinvolto Milena, che si è messa in gioco in questa nuova attività di consulenza per far conoscere prodotti di cura e di benessere per il corpo che rispettano la filosofia 100% freschezza,  100% efficacia, 100% coerenza, 100% etica.

100% freschezza? Certo! … tutto è fresco e senza magazzino: i principi attivi vengono lavorati freschi per mantenerne la massima efficacia, il che rende i prodotti unici!

100% efficacia? La natura è perfetta di per sè. In natura noi abbiamo tutto di quello di cui abbiamo bisogno: se le sostanze vegetali sono lavorate fresche e se non se ne alterano le proprietà, senza  compromessi, senza conservanti sintetici, stabilizzanti, profumi, oli minerali e materie prime animali, si ottiene la massima efficacia del prodotto.

100% Coerenza ed etica significa preservare le risorse e la tutela dell’ambiente: due pilastri imprescindibili. Il tutto avviene con estrema consapevolezza ecologica, secondo valori etici: dall’acquisto delle materie prime alla produzione senza test sugli animali fino all’introduzione dei flaconi a rendere, con un risparmio annuo di circa 3.700 kg di imballaggio. I prodotti sono prossimi allo zero impatto ambientale.

Scegliere l’ecosostenibilità anche per l’igiene e la cura della persona fa la differenza, ed il consigliarne la scelta permette di ampliare il numero di persone, sempre più consapevoli anche in tema di salute.

L’Azienda è austriaca, unico produttore Europeo di cosmesi fresca ed integratori, produce  settimanalmente i preparati e spedisce direttamente al consumatore finale. Non utilizza conservanti: per questo motivo questi preparati non possono sostare sugli scaffali come avviene, invece, per altri prodotti che permangono per mesi o anni in esposizione.

Tra il consumatore ed il laboratorio vi è il Consulente, il quale consiglia i prodotti sia a centri estetici, terapeuti naturali, medici olistici, centri yoga, centri fitness, che a privati attraverso presentazioni, o tramite conferenze e fiere. E’ semplice: i prodotti si provano e si consigliano.

L’attività non ha vincoli di orario e si può gestire da casa! (Buono a sapersi per le Mamme!)

Un buon “green job” a tutti!

Volete condividere questa filosofia? Vi aspettiamo! Ci potete contattare per informazioni:

Referente Liguria: Adriana,

solobioperte@gmail.com – 3403153887

Referente Piemonte: Milena,

riberomilena@gmail.com – 3703326666

Un regalo equosolidale non e’ mai solo un regalo!

di Dorina Incaminato, Cooperativa di commercio equo-solidale Equazione

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ACQUI TERME

Con i primi freddi, ci vengono alla mente gli inverni di tanti anni fa, quando ci si riuniva vicino al camino per ascoltare qualche anziano che raccontava storie quasi incantate e, soprattutto i bambini, rimanevano affascinati da atmosfere che solo i più anziani tra noi ormai ricordano… cadeva la neve – anche questa ormai solo più un ricordo, perché nella vita frettolosa di oggi l’abbiamo relegata col pensiero solo più in montagna, non la vogliamo nei nostri frenetici spostamenti in città…

Proprio perché vogliamo tener deste queste “atmosfere”, i ricordi, le tradizioni, il cibo genuino di un tempo, ci ritroviamo su queste pagine. E da queste pagine vogliamo dare un senso al Natale, perché non sia solo un appuntamento commerciale, quasi un tour de force obbligato per i regali, che devono essere assolutamente originali, in modo da stupire chi li riceve. Ma perché non pensare ad un regalo che di originale ha casomai il fatto che è ancora opera delle mani di artigiani, confezionato con cura e con materiali naturali?

Se poi ci viene l’idea di fare un “dolce pensiero”, cosa c’è di meglio di un cesto di prodotti equosolidali? Caffè, thè, cioccolato, zucchero di canna… ce n’è per tutti i gusti!

O ancora, perché non pensare a prodotti cosmetici per il viso e per il corpo preparati con ingredienti naturali quali l’olio di argan, il burro di karité, il thè verde, l’aloe e tanti frutti; oppure indirizzarsi a tessuti naturali come la seta, la lana, il cotone, per gli accessori o i capi di abbigliamento? E quando diciamo seta, lana, cotone, si tratta proprio di questi tessuti e non pallide imitazioni, per di più a prezzi veramente contenuti!

I prodotti equosolidali, di alta qualità, fanno bene tre volte: a chi li produce, perché vede il suo lavoro ripagato in modo equo, che gli consente di vivere dignitosamente con la famiglia nel luogo di origine senza essere costretto ad andare ramingo in terra straniera, gli consente di mandare i figli a scuola, di curarsi quando necessario, di migliorare economicamente. Fanno bene a chi li acquista, perché è sicuro di comprare un prodotto buono, preparato con cura, ecologico o biologico, perciò sano. Fanno bene al pianeta, perché non sfruttando in modo intensivo i terreni con l’uso di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti, non li impoveriscono e inaridiscono.

Vi aspettiamo nelle Botteghe del Commercio Equo di EquAzione di Acqui, Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure e Ovada per i vostri regali di Natale!